Ventisemila aziende chiuse in Italia?


Ventisemila aziende chiuse in Italia?

Dati impressionanti direte voi a ragione, ma sinceramente non credo che ci venga raccontato tutta la verità, ecco cosa ho scovato nel grande “vespaio della Rete”, quello che vi sto per raccontare rasenta il sarcasmo più assoluto ma vi assicuro che è e rimangono dati attendibili. Sono operative circa Ventimila aziende nel territorio rumeno e queste aziende sono tutte rigorosamente Italiane, occupano circa un giro di affari di $ 44 milioni, sono ex aziende provenienti da: Veneto e Friuli Venezia Giulia, particolarmente numerose sono anche quelle provenienti da Emilia Romagna e Marche. L'Italia è divenuta così il primo paese come numero di imprese in Romania e, in seguito a ciò, il suo primo patner commerciale. I principali settori di attività delle imprese Italiane in Romania sono: il calzaturiero, il tessile-abbigliamento, la lavorazione del legno e l'industria meccanica. Molteplici sono i vantaggi che spingono le aziende italiane a trasferire le attività produttive in Romania. Anzitutto il costo del lavoro, molto inferiore aquello del nostro paese: i salari lordi [ compresi gli oneri sociali] ruotano attorno ad un equivalente di € 120 al mese. Ciò significa che un operario rumeno viene pagato circa 15 volte meno di un operaio italiano di pari qualifica. La forte flessibilità del mercato del lavoro, che permette di licenziare senza molti problemi. I sindacati sono fondamentalmente ASSENTI e il governo da a le aziende libertà di licenziamento praticamente assoluta. Una tassazione molto inferiore a quella Italiana: il 5/6 % per le aziende che producono acquistando le materie prime in Romania. Normative sulla sicurezza, sulla salute in fabbrica e sulla difesa dell'ambiente molto più permissive che in Italia e facilmente eludibili. Nel prossimo articolo proverò a raccontare con le mie parole come si lavora in alcuni Stabilimenti Cinesi, ma voglio sottoporvi a quali dati ci vogliono portare, la concorrenza al Cinese, il catastrofismo generale, quando i nostri Imprenditori lasciano il nostro Paese mettendo per strada persone che sono state nelle loro fabbriche per decine di anni, la dove esistono condizioni di non riuscire più a trovare la dignità perduta con la perdita iniziata proprio dal lavoro. Questa è la realtà del nostro paese, anche i dati si stanno inventando, dicendo alle persone che fino ad adesso : siete vissuti oltre le vostre possibilità, e quello che fa ancora più ridere: dove sono i nostri Sindacati, molto probabilmente a pranzo con qualche politico o imprenditore o magari qualche comico che si improvisamente improvvisato Politico.

Grazie a tutti per la vostra pazienza, ma è più forte di me, non riesco a digerire le BUGIE.

Mauro Goretti

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